COLLANA “BLEU”
musica di creazione
www.bleumusiquedecreation.com

Aggiungendosi, senza sostituirla, alla tradizionale edizione stampata, la collana "Bleu" sperimenta nuovi modi di presentazione per numerosissime opere il cui stile, la cui estetica riflettono la diversità della creazione musicale. Qualche anno fa, avevo costituito una collana comune a sei editori, intitolata "Carrousel", ma la digitalizzazione offre ormai altri mezzi.

Accessibilità delle opere di creazione

Essa consente di ridurre i costi di produzione e quindi i prezzi di vendità e di noleggio che, come sappiamo, sono diventati estremamente dissuasivi per tutti coloro che desiderano interpretare la musica odierna e ciò non è soddisfacente neanche per i creatori!
L'attrattività di questo mezzo di diffusione è rafforzata dalla velocità di stampa, che viene eseguita a richiesta per ogni partitura ordinata (con copertina o senza copertina) e dalla consegna ai musicisti compiuta in termini molto brevi. La possibilità di scaricare online, ovviamente in maniera ancora più veloce, costituisce un ulteriore vantaggio.
Questo nuovo "veicolo" si applicca alla diffusione in modo generale poiché gli ordini possono essere eseguiti direttamente anche nei negozi. I frammenti scelti dai compositori sono accessibili immediatamente.
Gli Editori partecipanti sono coinvolti in questo vettore di diffusione.

Si tratta inoltre di contribuire all'allargamento del pubblico delle musiche creative che non usufruiscono della potenza messa a servizio di altre musiche aggevolmente duplicate, sottomesse a mode più o meno brevi: le musiche "commerciali a grande diffusione" secondo il termine technico addatto, oppure altre musiche dette "attuali" (come se non fossero "attuali" tutte quelle interpretate in un presente immediato!) e che potrebbero spesso essere qualificate di "musica unica", sul modello del pensiero ugualmente denominato, visto che si impogono a tutti in modo inevitabile attraverso tutti i canali esistenti, sulla maggiorparte delle radio oppure nei luoghi pubblici.

Accessibilità di informazioni sui compositori e sulle opere

Alle partiture vengono associate informazioni sul compositore (biografia, bibliografia, discografia, ecc.) che ovviamente si possono modificare in qualsiasi momento in modo immediato, cosa in pratica impossibile sulla carta: si possono ottenere le date dei concerti durante i quali sono state interpretate o saranno eseguite le opere, i nuovi progetti, ecc. Richiami verso altri siti (personali, istituzionali, editoriali...) completano preziosamente i documenti a disposizione.
È ovviamente preferibile inserire un link con il sito personale del compositore (se esiste) a fine di raddoppiare la diffusione della fonte d'informazioni iniziale, il che costituisce un vantaggio piuttosto importante sappendo che il compito di diffusione richiede una competenza e una somma di tempo che generalemente il compositore non possiede.

Accessibilità geografica e temporale

Per acconsentire una diffusione su tutto il planeta, è imperativo estendere la rete e le connessioni individuali dei pubblici interessati. Ciò sembra sia già in atto e le tariffe vengono esaminate per favorire una vera e propria accessibilità in qualsiasi luogo.

Accessibilità ad una memoria a lungo termine

Come per i documenti stampati che vengono attualmente raggruppati in una biblioteca globale, in una "Babele".
Succede spesso che non sia più stampata un'opera, l'obsolescenza essendo allora maggiormente dovuta a vendite giudicate insufficienti e non all'apprezzamento del valore dell'opera: problema che è possibile evitare - purché la capacità virtuale globale sia adeguata - raccogliendo le opere in un archivio di questo genere.
È possibile orientarsi solo se abbiamo a disposizione tutti gli elementi che consentono una scelta. Questa memoria parziale è compresa tra le biblioteche giganti - che costituiscono questi fondi elettronici paralleli - e gli scaffali di un commerciante distributore, dove naturalmente deve pure essere presente.

Diritti di autore

Due ideologie opposte provano continualmente di rimetterli in discussione. Del resto non è cosa nuova anche se ne cambiano le modalità! Alcuni vorrebbero imporre un "forfait" e riservarsi il frutto della ricerca dei creatori, altri desidererebbero una gratuità completa.
Per questa collana i diritti tradizionali sono conservati quando la casa editrice compie l'incisione informatica. I diritti diventano più importanti, secondo i termini di una vera e propria alleanza, quando l'autore fornisce i dati per via di un mezzo integrabile.
Il compositore conserva un'intera libertà e la possibilità di ritirrare parzialmente o integralmente le partiture messe sul sito per farle stampare in modo tradizionale ma anche quella di porle eventualmente sul sito se sono già stampate.

È necessario rammentare che il pagamento degli autori consente loro di trovare i mezzi per concepire le loro opere?
Non rispettare questi diritti equivale a minacciare la creatività che richiede tanto tempo: una vita intera per qualche ora di musica, ossia alcune opere che rivestono una dimensione universale qualsiasi sia il luogo di elaborazione!
Un'opera che viene ascoltata tutt'oggi, che presenta una densità sufficente in ogni aspetto per suscitare una curiosità, un desiderio, un piacere appartiene a ogni essere umano ben oltre le apparenti differenze culturali.
Questo aspetto etico del problema va sottolineato in un momento in cui si spande un consumismo patologico, tanto più mortifero che provoca un'entropia generalizzata.
Questo nuovo vettore permette di creare risorse più conformi al notevole investimento richiesto dalla ricerca, la creazione, l'innovazione di forme di cui la nostra specie avrà sempre più bisogno di fronte ai problemi etologici che ha suscitato.

“Bleu”

Il colore blu è diventato consensuale, ma non fu sempre il caso e non lo è tuttora in certe culture. È tutt'insieme simbolo di sogno, di creazione, di rischio esploratorio.
Un blu acceso raffigura questa opposizione.
Non dovrebbe essere rassicurante la creatività, in modo a priori contradittorio, attraverso i suoi aspetti trasgressivi, nel senso in cui la vita non può esistere senza mutazioni delle apparenze, del pensiero, della percezione? Non è segno di vivacità al-dilà di tutti i modi di ripetizione o di uniformizzazione obbligati, nei quali è spesso più facile confinare "pubblici" abbagliati da questo sistema?

JEAN-MICHEL BARDEZ